C'è poco da fare: sono distratta. Nella vita ho perso molte cose: ho
perso almeno cinque orologi, alcuni di molto valore affettivo, alcuni di
discreto valore economico, finchè ho deciso di non portarne più; ho
perso infinite volte le chiavi della bici, dovendola scassinare e
giustificandomi con i passanti che mi guardavano male; una volta ho
perso mio figlio in casa, credevo di morire.
Oggi non ho perso zia, perchè quella vecchietta col naso adunco e la pelle liscissima a cui ho dato un bacio non era l'eterna ragazzina che mi ha lasciato tantissime cose.
Il tepore tintinnante della sua pesante catena con il Leopoldo d'argento, uno dei miei primi ricordi.
La "casalinghitudine".
Il tocco leggero delle sue mani lunghe, con le unghie curate e rotonde.
L'ironia trascinante delle sue imitazioni.
I tortelli.
La casa di via San Francesco con il cucinino microscopico in cui preparava la zuppa di pesce per dieci persone.
Il senso pratico stringente.
L'aver sempre protetto tutti dal dolore, tacendo anche i propri.
I Momix e il balletto moderno.
Lo spettacolo di ginnastica ritmica al palazzetto dello sport in via Ferrer:
La torta all'arancia del mio compleanno.
Le matrioske.
I rimedi da strega illuminista.
La capacità di riempire tutta la stanza con la sua presenza, con la sola voce.
Il tralcio di glicine fiorito sul comò.
I ritratti romani accanto al letto.
Quella foto al mare sorridente e luminosa abbracciata a Marco piccolino.
La vacanza ad Abbadia San Salvatore dove ho imparato a spazzare.
Il latte di soia.
Via Freno Hamman.
Le prime mestruazioni.
I lamponi di Prato della Contessa.
I giandujotti.
Arsenico e vecchi merletti.
Agatha Christie.
Hitchcock.
Quella risata di gola, con il labbro superiore sollevato e il naso un
po' arricciato, con la testa appena reclinata all'indietro per far
salire ancora più in alto la gioia.
Eppure, per quante centinaia di
frammenti di questa risata siano rimasti dentro a tutti quelli che da
lei hanno mangiato, imparato, creduto, ecco, messi tutti insieme non mi
restituiranno mai più la gioia di sentirla.