L'ansia.
Comincia sottile, una specie di noia di sottofondo a cui tenti di sopperire con le faccende domestiche. Poi però, quando ti accorgi che è la terza volta di seguito che lavi il pavimento e il parquet inizia a stingersi, realizzi che la noia sta diventando casalinghitudine.
Questo è un termine del mio lessico famigliare, passatomi dalla mia zia strega, Elia, rimodellando in negativo il concetto di partenza di Clara Sereni.
Se la casalinghitudine della Sereni ha un'accezione caldamente nostalgica e positiva (il racconto di una vita Proustianamente richiamato dalle ricette di una cucina attraverso cui è passata tanta vita privata e tanta politica) la mia ha invece l'odore metallico del tic che copre il malessere, è quella sensazione melmosa che accompagna il vuoto tra la preparazione di un pasto e l'altro, intervallato giusto dal suono di fine ciclo della lavatrice.
Ma dopo che hai pulito tutti gli angoli possibili, o che semplicemente ti sei arresa all'evidenza del fatto che sei una pessima casalinga (perchè poi, diciamocelo, non ho mai potuto pensarmi come una casalinga, mi viene il magone quando mi definisco così: sarà per questo che mi sono iscritta all'Università a 30 anni?), allora eccola conclamata, l'ansia, che ti da i morsi nello stomaco e ti batte sulla spalla come i bambini molesti: "mangia, mangia, mangia, mangia".
Considerando che sto veleggiando verso il quintale e che ho la stessa capacità di resistere alle tentazioni di un cane messo di fronte ad una bistecca incustodita (zero) ultimamente ho adottato la tecnica Tartara: ho ridotto la dispensa ed il frigorifero ad un deserto.
All'inizio dell'anno ero anche andata da una dietologa, finalmente: una dieta bilanciata, 1400 Kcal, facile da seguire e senza restrizioni clamorose. Dopo un paio di mesi naturalmente non sono più andata ai controlli e mi sono illusa di poterla continuare in autonomia: ho preso altri sette chili e mezzo.
Ora, per un paio di settimane, mi impongo una dieta chetogenica tanto per vedere se riuscirò mai ad uscire dal tunnel dei carboidrati....
Al limite vi invito tutto al buffet per il mio ulteriore fallimento!
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